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22 Settembre 2026

Diciotto anni di PA online: l’Italia ha raddoppiato gli utenti, ma il divario con l’Europa non si chiude

Nel 2008 aveva interagito online con la PA il 19,8% degli italiani, contro il 34,6% degli europei. Nel 2025 siamo al 43,5% contro il 57,6%. Una lettura di lungo periodo.

A distanza di sei mesi dal primo approfondimento di CustomerPA sulla PA digitale, vale la pena guardare la serie lunga. Eurostat rileva dal 2008 la quota di cittadini che hanno usato internet per interagire con la pubblica amministrazione. La definizione è cambiata nel 2022, quindi le due serie vanno lette separatamente, ma insieme raccontano quasi vent’anni di storia.

Nel 2008 aveva avuto almeno un contatto online con la PA il 19,8% degli italiani, contro il 34,6% della media europea. Il divario era di 14,8 punti.

19,8%italiani che usavano la PA online nel 2008
43,5%nel 2025 (nuova definizione)
14,1 puntidivario con la media UE nel 2025
Cittadini che hanno interagito online con la PA
% di persone 16-74 anni, ultimi 12 mesi; cambio di definizione nel 2022
Italia (fino al 2021)UE-27 (fino al 2021)Italia (dal 2022)UE-27 (dal 2022)

10203040506020082010201220142016201820202022202558,557,643,533,9

Fonte: Eurostat, dataset isoc_ciegi_ac. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA · Troisi Ricerche.

Il decennio perso e la spinta della pandemia

La serie italiana ha tre fasi. Dal 2008 al 2019 la quota resta quasi ferma, tra il 19% e il 25%, mentre la media europea sale di quasi venti punti: è il decennio in cui il divario si allarga, fino a 30,0 punti nel 2019.

Poi arriva la svolta: con SPID, pagoPA, app IO e soprattutto con la pandemia, la quota italiana salta al 29,4% nel 2020 e al 33,9% nel 2021. Dal 2022, con la nuova definizione, la crescita continua ma a ritmo più lento: dal 39,3% al 43,5%.

Più utenti, stesso divario

Il bilancio è in chiaroscuro. In valore assoluto la quota di italiani che usano la PA online è più che raddoppiata rispetto al 2008. Ma anche il resto d’Europa è cresciuto, e il divario è rimasto nell’ordine dei 14-15 punti: 14,8 nel 2008, 14,1 nel 2025.

Nel corso di questi mesi, gli approfondimenti di CustomerPA hanno mostrato alcune ragioni: il ruolo degli intermediari, il basso uso tra i giovani, i divari tra regioni, la distanza tra competenze digitali e uso effettivo. Hanno mostrato anche i punti di forza, come la sanità digitale e le prestazioni richieste online.

PA online: alcuni anni a confronto
% di persone 16-74 anni; il 2025 segue la nuova definizione
ItaliaUE-27

010203040506019,834,6200819,144,0201224,147,6201623,453,4201933,958,5202143,557,62025

Fonte: Eurostat, dataset isoc_ciegi_ac. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA · Troisi Ricerche.

La prossima fase: dalla quantità alla qualità

Dopo anni in cui l’obiettivo è stato portare servizi online, la fase che si apre riguarda la qualità dell’esperienza. Un servizio digitale che esiste ma non viene usato, o che si usa una volta e poi si abbandona, non produce valore pubblico. Misurare in modo sistematico la soddisfazione di chi usa i canali digitali e di chi continua a preferire lo sportello è il modo per trasformare la crescita dei numeri in servizi migliori.