Alla vigilia della Settimana europea della mobilità (16-22 settembre), un dato aiuta a capire il rapporto degli italiani con i trasporti. Nel 2024 in Italia c’erano 701 automobili ogni 1.000 abitanti. È il valore più alto dei 27 Paesi dell’Unione europea, dove la media è di 577.
Seguono Lussemburgo (670), Finlandia (666) e Cipro (659). Germania (590) e Francia (577) sono vicine alla media, Spagna (543) sotto.
Molte auto, ma un uso simile alla media
Il numero di auto non coincide con quanto vengono usate. La quota di spostamenti fatti in automobile (misurata in passeggeri-km) è in Italia dell’82,0%, praticamente come la media europea (82,7%). Gli italiani possiedono più auto degli altri europei, ma le usano in proporzione simile, anche grazie al peso degli autobus, superiore alla media.
Il tasso di motorizzazione così alto riflette anche fattori strutturali: la dispersione degli insediamenti, l’età media elevata del parco circolante (molte famiglie tengono a lungo auto vecchie accanto a quelle nuove), la debolezza del trasporto pubblico in molte aree interne e nel Mezzogiorno.
L’auto come indicatore di fiducia nel servizio pubblico
Per chi gestisce il trasporto locale, il tasso di motorizzazione è anche un indicatore indiretto di fiducia. Una famiglia che possiede due o tre auto ha già deciso che il trasporto pubblico non basta per le proprie esigenze. Cambiare questa scelta richiede servizi affidabili, frequenti e ben informati, e richiede di sapere cosa pensano del servizio proprio le persone che oggi non lo usano.
Per questo le indagini più utili non sono solo quelle sui passeggeri a bordo, ma anche quelle sulla popolazione: chiedere ai non utenti perché non prendono l’autobus è il modo più diretto per capire cosa cambiare.