La pandemia ha accelerato la digitalizzazione dei servizi sanitari in tutta Europa. In Italia il cambiamento è stato particolarmente visibile: la ricetta dematerializzata, i referti scaricabili, il fascicolo sanitario elettronico, i certificati verdi hanno portato milioni di persone a usare servizi sanitari online per la prima volta.
I dati Eurostat mostrano che nel 2024 il 29,3% degli italiani ha usato internet per servizi sanitari che, altrimenti, avrebbero richiesto di andare in ospedale o dal medico, ad esempio per ricevere una ricetta o un consulto. La media europea è del 20,8%.
Un salto tra il 2020 e il 2022
Il cambiamento si concentra in pochi anni. La consultazione online della propria documentazione sanitaria, che include il fascicolo sanitario elettronico e i referti, è passata in Italia dall’8,0% del 2020 al 27,6% del 2022, e si è stabilizzata al 26,9% nel 2024, in linea con la media europea (27,6%).
I servizi online sostitutivi della visita sono cresciuti dall’11,2% al 29,3%, superando nettamente l’Europa. Qui ha pesato soprattutto la ricetta elettronica, che permette di ricevere le prescrizioni per email, SMS o app senza passare dallo studio del medico.
Il punto debole: prenotare
L’unico ambito in cui l’Italia resta sotto la media è la prenotazione online delle visite: 30,8% contro 39,8%. È anche l’ambito più legato alle liste d’attesa: quando i posti sono pochi, la prenotazione passa spesso dal CUP telefonico o dallo sportello, e l’offerta online delle agende regionali è ancora disomogenea.
Per le aziende sanitarie è un’indicazione chiara. I servizi digitali che eliminano un passaggio fisico (ricette, referti) sono stati adottati rapidamente perché fanno risparmiare tempo al cittadino. Il prossimo passo è rendere altrettanto semplice la prenotazione, e misurare con indagini mirate la soddisfazione per l’intero percorso, dalla ricetta al referto.