Quanto della spesa sanitaria di un Paese viene pagato direttamente dai cittadini, al momento della prestazione? È la cosiddetta spesa out of pocket: ticket, visite private, farmaci non rimborsati, esami fatti fuori dal servizio pubblico.
In Italia, nel 2023, questa voce ha raggiunto i 42,5 miliardi di euro, pari al 23,7% della spesa sanitaria complessiva. Nella media europea la quota è del 15,2%. L’Italia è 7ª su 27 Paesi.
Chi paga la sanità in Italia e in Europa
La parte finanziata dal settore pubblico e dalle assicurazioni obbligatorie è in Italia il 73,0%, contro l’80,2% europeo. La differenza, oltre sette punti, ricade quasi interamente sulle famiglie.
Più in alto dell’Italia si trovano Bulgaria, Lettonia, Grecia, Lituania, Malta e Portogallo, Paesi con livelli di spesa pubblica sanitaria generalmente più bassi. Tra i grandi Paesi, la Francia è all’estremo opposto con il 10,2%, la Germania all’11,3%.
Il legame con le liste d’attesa
La spesa diretta delle famiglie è anche il rovescio delle liste d’attesa. Chi non vuole o non può aspettare i tempi del servizio pubblico, e se lo può permettere, paga una visita o un esame privato. Per questo, in Italia, la rinuncia alle cure misurata dalle statistiche europee resta contenuta: una parte del bisogno viene soddisfatta, ma a spese del paziente.
Per le aziende sanitarie è un’informazione preziosa. Chiedere agli utenti se, negli ultimi mesi, hanno pagato di tasca propria una prestazione che avrebbero potuto avere dal servizio pubblico, e perché, permette di misurare la domanda che il servizio pubblico non riesce a intercettare. È un indicatore di soddisfazione indiretto, ma molto concreto.