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20 Ottobre 2026

Strade: in Italia 51 morti per milione di abitanti, la media UE è 44. Dal 2019 il Nord migliora, il Sud peggiora

Nel 2024 in Italia sono morte in incidenti stradali 3.030 persone, 51 per milione di abitanti contro circa 44 nell'Unione europea. Dal 2019 i morti sono calati del 4,5% (UE: −12,4%), con il Nord a −16,6% e il Mezzogiorno a +13,8%.

La sicurezza stradale è uno dei servizi pubblici più diffusi e meno percepiti come tali. Dipende dalla progettazione e dalla manutenzione delle strade di Comuni, Province e Regioni, dai controlli della polizia locale, dall’illuminazione, dagli attraversamenti pedonali, dall’offerta di trasporto pubblico. E ha un indicatore di risultato che non lascia margini di interpretazione: il numero di persone che muoiono sulle strade.

Gli ultimi dati Eurostat, aggiornati ad agosto 2026, dicono che nel 2024 in Italia sono morte in incidenti stradali 3.030 persone, pari a 51 ogni milione di abitanti. Nell’Unione europea le vittime sono state 19.933, circa 44 per milione. Il dato più utile per chi amministra, però, non è il livello ma la tendenza: dal 2019 l’Europa ha ridotto i morti del 12,4%, l’Italia solo del 4,5%.

51morti in incidenti stradali per milione di abitanti in Italia nel 2024 (UE-27: circa 44)
−4,5%variazione dei morti in Italia tra 2019 e 2024 (UE-27: −12,4%)
+13,8%variazione dei morti nel Mezzogiorno tra 2019 e 2024 (Nord: −16,6%)

L’Italia nella seconda metà della classifica europea

Con 51 morti per milione di abitanti l’Italia è al 19° posto su 27 Paesi, ordinati dal tasso più basso. I livelli migliori sono quelli di Svezia (20), Malta (21) e Danimarca (24); i più alti quelli di Romania (78) e Bulgaria (74). Tra i grandi Paesi, la Germania è a 33, la Spagna a 36, la Francia a 49. Dietro l’Italia restano otto Paesi, tra cui Polonia e Ungheria (52), Portogallo (57) e Grecia (64).

Morti in incidenti stradali nei Paesi dell’Unione europea
Morti entro 30 giorni dall’incidente per milione di abitanti, 2024. (p) dato provvisorio, (e) stima

020406080Romania7878Bulgaria7474Grecia (e)6464Croazia6262Lettonia6060Portogallo (p)5757Polonia5252Ungheria5252Italia5151Estonia5050Francia4949Slovacchia4848Cechia4545Lituania4343Cipro4242Belgio4040Austria3838Paesi Bassi3737Spagna3636Germania3333Finlandia (p)3232Slovenia3232Irlanda3131Lussemburgo2626Danimarca2424Malta2121Svezia2020UE-27: 44

Fonte: Eurostat, dataset tran_r_acci; per l’UE-27 tran_sf_roadus e demo_gind. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA™ · Troisi Ricerche.

Fino al 2019 la stessa velocità dell’Europa, poi il distacco

La distanza di oggi non è un dato storico. Tra il 2010 e il 2019 Italia e Unione europea hanno ridotto i morti sulle strade quasi allo stesso ritmo: −22,9% l’Italia (da 4.114 a 3.173), −23,1% l’UE. Nel 2019 il tasso italiano, 53 per milione, era vicino a quello europeo, circa 51.

Dopo il 2020, anno anomalo per il calo della mobilità, le due curve si separano. L’Italia è risalita a 3.159 morti nel 2022, quasi il livello pre-pandemia, e da allora è scesa poco: 3.039 nel 2023, 3.030 nel 2024. L’Europa ha ripreso a scendere più rapidamente. Il risultato è che il divario si è allargato proprio negli anni in cui l’Unione ha fissato l’obiettivo di dimezzare i morti sulle strade entro il 2030 rispetto al 2019.

Morti in incidenti stradali: Italia e Unione europea a confronto
Numero di morti, indice 2019 = 100, 2010-2024, e obiettivo europeo di dimezzamento al 2030
ItaliaUE-27percorso lineare verso l’obiettivo 2030

40608010012014020102012201420162018202020222024202620282030obiettivo UE 2030: 50percorso lineareverso l’obiettivoItalia 95,5UE-27 87,6anno base 2019

Fonte: Eurostat, dataset tran_sf_roadus. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA™ · Troisi Ricerche.

Per raggiungere quell’obiettivo l’Italia dovrebbe scendere a circa 1.590 morti nel 2030: oltre 1.400 in meno rispetto al 2024. Significa ridurre le vittime di circa il 10% ogni anno per sei anni consecutivi, contro una riduzione media che dal 2019 è stata inferiore all’1% annuo. Anche per l’Unione nel suo insieme il passo richiesto è impegnativo, intorno al 9% annuo, ma il punto di partenza è più avanti.

Un Paese che si divide: il Nord migliora, il Sud peggiora

Il dato nazionale nasconde andamenti opposti. Tra il 2019 e il 2024 le regioni del Nord hanno ridotto i morti del 16,6%, un ritmo superiore a quello medio europeo. Il Centro è rimasto quasi fermo (−2,0%). Nel Mezzogiorno i morti sono aumentati del 13,8%, da 950 a 1.081.

Morti in incidenti stradali 2019 2024 Variazione
Nord 1.569 1.308 −16,6%
Centro 654 641 −2,0%
Mezzogiorno 950 1.081 +13,8%
Italia 3.173 3.030 −4,5%
UE-27 22.757 19.933 −12,4%

Dietro questi totali ci sono movimenti netti in alcune grandi regioni. Lombardia (da 438 a 383), Piemonte (da 232 a 171), Veneto (da 336 a 269) ed Emilia-Romagna (da 352 a 273) hanno ridotto le vittime; Campania (da 223 a 261), Puglia (da 207 a 241), Sicilia (da 210 a 240), Sardegna (da 71 a 113) e Lazio (da 295 a 319) le hanno viste crescere.

Il tasso per abitante racconta però una geografia diversa dalla semplice opposizione Nord-Sud. Nel 2024 i valori più bassi sono in Lombardia (38), Piemonte (40), Liguria (41) e Molise (42), le uniche quattro aree sotto la media europea. I più alti sono in Umbria (73), Sardegna (72), Provincia autonoma di Trento (70) e Abruzzo (68). Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, pur in miglioramento, restano a 61. Il tasso dipende anche da fattori che non riguardano la qualità della gestione: estensione della rete extraurbana, flussi turistici, traffico di attraversamento, quota di spostamenti in moto.

Morti in incidenti stradali nelle regioni italiane
Morti entro 30 giorni dall’incidente per milione di abitanti, 2024. In blu le aree sopra la media italiana

020406080Umbria7373Sardegna7272Prov. aut. Trento7070Abruzzo6868Puglia6262Emilia-Romagna6161Friuli-Venezia Giulia6161Basilicata6060Prov. aut. Bolzano5959Valle d'Aosta5757Lazio5656Veneto5555Calabria5252Toscana5151Sicilia5050Marche4949Campania4747Molise4242Liguria4141Piemonte4040Lombardia3838Italia: 51UE-27: 44

Fonte: Eurostat, dataset tran_r_acci. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA™ · Troisi Ricerche.

Cosa significa per chi gestisce servizi locali

1. Il tasso di mortalità è un indicatore di esito, non di processo. Per un Comune o una Provincia è il risultato finale di molte scelte: velocità, manutenzione, illuminazione, attraversamenti, controlli. Per governarlo servono indicatori intermedi sotto il controllo dell’ente, come la quota di strade con limiti adeguati al contesto, i tempi di intervento sulle segnalazioni di buche e guasti, i controlli effettuati.

2. Nei territori piccoli i numeri oscillano. In Valle d’Aosta i morti sono stati 7 nel 2024, in Molise 12. Con valori così bassi pochi incidenti spostano molto il tasso: conviene leggere medie su più anni e non commentare la singola variazione annuale.

3. La percezione dei cittadini completa il quadro. I dati ufficiali contano le vittime; non dicono quanto gli abitanti si sentano sicuri ad attraversare, andare in bicicletta, mandare i figli a scuola a piedi. Un’indagine di soddisfazione sui servizi di mobilità e polizia locale può far emergere i punti critici prima che diventino incidenti, e un indice sintetico come il TR-Index consente di seguire nel tempo la qualità percepita accanto agli indicatori di esito.

Il confronto con l’Europa mostra che ridurre le vittime è possibile e che molte regioni italiane lo stanno facendo. La questione aperta è perché, dal 2019, una parte del Paese abbia smesso di migliorare.