Nel dibattito italiano torna spesso l’idea di una pubblica amministrazione sovradimensionata. I dati europei raccontano un’altra storia, almeno per il cuore dell’amministrazione: ministeri, regioni, comuni, enti previdenziali, forze dell’ordine e difesa.
Secondo l’indagine europea sulle forze di lavoro, nel 2025 gli occupati italiani nel settore Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria sono circa 1,16 milioni, pari al 5,0% degli occupati tra 15 e 64 anni. La media europea è del 7,0%. Solo la Finlandia ha una quota più bassa (4,7%), un dato che riflette il forte peso dei comuni e dei servizi classificati in altri settori.
Che cosa comprende il dato
Il settore considerato non include scuola e sanità, che nella classificazione europea sono settori a sé, né le società partecipate. Il confronto riguarda quindi l’amministrazione in senso stretto. Anche così, il confronto conferma un’indicazione ricorrente nelle analisi internazionali: in rapporto all’occupazione complessiva, l’amministrazione italiana non è sovradimensionata.
Tra i grandi Paesi, la Francia ha una quota del 7,9%, la Germania del 7,5%, la Spagna del 6,4%. Il Lussemburgo (12,5%) è un caso particolare per la presenza delle istituzioni europee.
Perché conta per la qualità dei servizi
Meno personale, e mediamente più anziano dopo anni di blocco del turnover, significa più carico di lavoro per ogni addetto e meno tempo per l’utente. È una delle ragioni per cui la soddisfazione dei cittadini verso gli sportelli pubblici risente dei tempi di attesa più che della cortesia del personale, che nelle indagini ottiene spesso giudizi positivi.
In un contesto di risorse umane scarse, la misura della soddisfazione serve anche a proteggere il lavoro degli uffici: documenta dove il servizio regge e dove si sta rompendo, e offre ai dirigenti argomenti oggettivi per chiedere personale o riorganizzare i processi. Il benessere organizzativo del personale e la soddisfazione degli utenti, del resto, vanno quasi sempre insieme.