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17 Marzo 2026

PA online: nel 2025 solo il 43,5% degli italiani ha usato un servizio pubblico digitale

Eurostat misura quanti cittadini hanno avuto almeno un contatto online con la pubblica amministrazione: Italia al 43,5%, media UE al 57,6%. Siamo 25° su 27.

Ogni anno Eurostat chiede a un campione di cittadini europei tra 16 e 74 anni se, negli ultimi dodici mesi, hanno usato internet per avere a che fare con la pubblica amministrazione: consultare un sito istituzionale, accedere ai propri dati, prenotare un appuntamento, inviare una domanda. Nel 2025 in Italia la risposta è stata sì per il 43,5% delle persone. Nella media dell’Unione europea la quota è del 57,6%.

Il divario è di 14,1 punti percentuali e colloca l’Italia al 25° posto su 27 Paesi: dietro di noi ci sono soltanto Bulgaria e Romania.

43,5%italiani che hanno interagito online con la PA nel 2025
57,6%media UE-27
25° su 27posizione dell'Italia

Una classifica con due Europe

In testa alla graduatoria ci sono i Paesi nordici: Finlandia (91,3%) e Danimarca (91,0%) superano il 90%, seguiti da Paesi Bassi (84,9%) e Svezia (83,9%). Si tratta di sistemi in cui l’identità digitale e la comunicazione elettronica con l’amministrazione sono diventate la norma da molti anni.

Colpisce la posizione della Germania, che con il 51,1% resta sotto la media europea pur avendo recuperato molto terreno negli ultimi anni. Francia (68,5%) e Spagna (62,6%) sono sopra la media.

Cittadini che hanno interagito online con la PA, 2025
% di persone 16-74 anni, ultimi 12 mesi
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Finlandia91,3Danimarca91,0Paesi Bassi84,9Svezia83,9Estonia83,1Lussemburgo75,5Ungheria74,8Irlanda74,5Lettonia71,6Lituania70,8Belgio69,6Francia68,5Cechia66,6Cipro66,0Malta64,8Austria62,8Slovenia62,7Spagna62,6Grecia61,1Portogallo60,9UE-2757,6Croazia55,4Slovacchia54,1Germania51,1Polonia45,9Italia43,5Bulgaria26,6Romania16,5

Fonte: Eurostat, dataset isoc_ciegi_ac. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA · Troisi Ricerche.

L’Italia cresce, ma più lentamente degli altri

La serie confrontabile parte dal 2022, anno in cui Eurostat ha rivisto la definizione dell’indicatore. Da allora l’Italia è passata dal 39,3% al 43,5%, con un aumento di 4,2 punti. Nello stesso periodo la media europea è cresciuta di 7,0 punti. Il divario, quindi, non si sta chiudendo: si è allargato da 11,3 a 14,1 punti.

È un dato che va letto insieme a quello delle infrastrutture: in Italia SPID, CIE, pagoPA e app IO sono ormai diffusi. Il problema, dunque, non è solo l’offerta di servizi digitali, ma quanto i cittadini li usano davvero e quanto li trovano utili.

Interazione online con la PA: Italia e UE
% di persone 16-74 anni, 2022-2025
ItaliaUE-27

3035404550556065202220232024202557,643,5

Fonte: Eurostat, dataset isoc_ciegi_ac. Elaborazione: Andrea Troisi · CustomerPA · Troisi Ricerche.

Cosa significa per un ente pubblico

Per chi gestisce un servizio, il dato ha due letture. La prima è di opportunità: oltre la metà degli italiani non usa ancora i canali digitali, quindi i margini di crescita sono ampi. La seconda è di cautela: una rilevazione della soddisfazione fatta solo online, via web o email, rischia di ascoltare soprattutto la parte più digitalizzata dell’utenza e di perdere chi continua a presentarsi allo sportello.

Il consiglio operativo è di misurare separatamente l’esperienza sui diversi canali (sportello, telefono, web, app) e di confrontare i risultati. Solo così si capisce se il canale digitale semplifica davvero la vita ai cittadini o se sposta semplicemente la fila dallo sportello al call center.